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AVVOCATO 

 

 

Quanto costa una causa per malasanità? Guida ai costi (e a chi paga se perdi)

2026-09-03 16:30

Mattia Lippolis

Quanto costa una causa per malasanità? Guida ai costi (e a chi paga se perdi)

Quanto costa una causa per malasanità? CTU, perizie di parte, finanziamento della causa: zero anticipo, paghi solo se ottieni il risarcimento.

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Hai il sospetto di aver subito un errore medico, ma prima ancora di chiederti se hai ragione ti stai chiedendo un'altra cosa, molto più concreta: quanto ti costerà scoprirlo. È la domanda più naturale del mondo, ed è anche il motivo per cui moltissime persone che avrebbero diritto a un risarcimento non fanno mai il primo passo.

In questa guida vediamo, in modo chiaro, quali sono le voci di costo reali di una causa per responsabilità medica — incluse le cifre indicative di CTU e perizie medico-legali — chi le anticipa, cosa succede se la causa non va a buon fine e come funziona in pratica il modello di litigation funding, pensato proprio per togliere il rischio economico da questa decisione.

 

Le voci di costo di una causa per malasanità

Una causa di responsabilità medica ha, in generale, tre categorie di costi.

Il compenso dell'avvocato. Nel modello tradizionale può essere calcolato a ore, con un acconto iniziale, oppure con un compenso fisso concordato all'inizio, indipendentemente dall'esito. In entrambi i casi, il cliente si assume il rischio di pagare anche se la causa si conclude senza risarcimento.

Le spese vive (dette anche "spese vive di giudizio"). Sono i costi che il procedimento comporta di per sé, a prescindere da chi assiste la parte, e nelle cause di malasanità sono spesso la voce più pesante:

  • il contributo unificato per iscrivere la causa a ruolo;
  • la CTU (consulenza tecnica d'ufficio), cioè la perizia medico-legale disposta dal giudice per accertare se c'è stato un errore e quale danno ne è derivato. Nelle cause di responsabilità medica è quasi sempre necessaria, e il suo costo può indicativamente andare dai 4.000 agli 8.000 euro, fino anche a cifre superiori nei casi più complessi (più specialità mediche coinvolte, più consulenti tecnici nominati dal giudice, indagini più approfondite);
  • la perizia medico-legale di parte, cioè la valutazione fatta da un proprio consulente per impostare la strategia, confrontarsi con la CTU e, se necessario, assistere alle operazioni peritali. Secondo il tariffario nazionale di riferimento della categoria (SISMLA, aggiornamento 2023), un primo parere medico-legale preliminare sulla documentazione va indicativamente da 500 a 2.000 euro, mentre un'istruttoria completa del caso — con visita, valutazione del nesso di causa, relazione conclusiva ed eventuale assistenza durante la CTU — può arrivare, nei casi di responsabilità sanitaria di maggiore complessità, anche a diverse migliaia di euro, fino a cifre a quattro zeri.

 

Sono cifre indicative, che variano molto da caso a caso in base alla complessità medica e al valore presunto del risarcimento: quello che conta è capire che si tratta di importi tutt'altro che simbolici, e che normalmente andrebbero anticipati prima ancora di sapere come andrà a finire la causa.

Le spese legali della controparte, in caso di soccombenza. Se la causa viene persa, il giudice può condannare la parte soccombente a rimborsare (in tutto o in parte) le spese legali sostenute dalla controparte, oltre alle proprie.

È proprio la somma di queste voci — e soprattutto l'incertezza su quanto potrebbero pesare — a scoraggiare chi, pur avendo probabilmente subito un danno ingiusto, preferisce non rischiare.

 

Cosa cambia con il modello "paghi solo se vieni risarcito"

Di fronte a cifre di questo tipo, il vero ostacolo non è capire se si ha ragione, ma trovare le risorse per scoprirlo. È qui che entra in gioco il litigation funding (finanziamento della causa): un modello, diverso dal tradizionale rapporto avvocato-cliente a parcella, in cui è una società di finanziamento specializzata ad anticipare i costi della causa — spese legali, CTU, perizie di parte, contributo unificato — in cambio di una percentuale sul risarcimento, che verrà trattenuta solo se e quando il risarcimento viene effettivamente ottenuto.

In pratica, con questo modello:

  1. Nessun costo iniziale per il cliente, né per la valutazione preliminare del caso né per l'avvio della causa.
  2. La società di funding anticipa le spese vive (CTU, perizia di parte, contributo unificato) e il compenso legale, assumendosi il rischio economico dell'operazione.
  3. Se la causa non si conclude con un risarcimento, il cliente non deve restituire nulla di quanto è stato anticipato dalla società finanziatrice: è lei a sopportare il rischio dell'esito negativo, non il danneggiato.
  4. Se invece il risarcimento arriva, la società trattiene la percentuale concordata sulla somma effettivamente incassata, e il resto va al cliente.

 

Questo è concettualmente diverso dal patto di quota lite tra avvocato e cliente (previsto dalla legge professionale forense): qui il finanziatore è un soggetto terzo, specializzato in questo tipo di operazioni, e il compenso dell'avvocato resta un rapporto distinto, regolato separatamente. È un meccanismo che ha ovviamente interesse a finanziare solo cause che, dopo un'attenta valutazione preliminare, presentano basi solide — motivo per cui la prima verifica del caso resta comunque un passaggio serio, non una formalità.

 

Chi decide se il tuo caso può accedere al funding?

Non tutti i casi vengono finanziati: prima di attivare il meccanismo, la documentazione clinica viene valutata per stabilire se ci sono margini concreti di successo. Questa valutazione preliminare, con il modello che proponiamo, non comporta alcun costo né alcun impegno per chi la richiede: serve solo a capire, con competenza medico-legale, se vale la pena procedere.

 

Quanto tempo richiede una causa per errore medico

Non esiste una durata standard: dipende dalla complessità del caso, dalla necessità di una CTU, dal numero di parti coinvolte (struttura sanitaria, medico, eventuali assicurazioni) e dalla possibilità di raggiungere un accordo stragiudiziale prima di arrivare in tribunale. Va inoltre ricordato che il diritto al risarcimento è soggetto a termini di prescrizione, che decorrono da momenti diversi a seconda dei casi: prima si verifica la propria posizione, prima si evita il rischio di perdere il diritto ad agire per decorso del tempo.

 

Perché conviene comunque una prima verifica, anche solo per capire

Molte persone rinunciano a informarsi perché immaginano che anche una semplice valutazione preliminare comporti un costo o un impegno. Nella maggior parte dei casi non è così: una prima analisi della documentazione clinica, per capire se ci sono margini concreti per un'azione di responsabilità medica, può essere richiesta senza anticipare nulla e senza alcun obbligo di procedere.

Verificare non significa impegnarsi a fare causa. Significa solo togliersi il dubbio, con qualcuno che guarda la documentazione con competenza medico-legale prima ancora di parlare di costi o di tempi.

 

Domande frequenti

Se perdo la causa, devo restituire qualcosa? Con il modello di litigation funding che proponiamo, se la causa non si conclude con un risarcimento il cliente non deve restituire le somme anticipate dalla società di finanziamento: è lei ad assumersi il rischio economico dell'operazione.

Quanto costa la prima valutazione del caso? La prima verifica della documentazione clinica, per capire se ci sono i presupposti per accedere al finanziamento della causa, non comporta costi né impegni.

Chi paga la perizia medico-legale (CTU) e la perizia di parte? Con il modello di funding, queste spese vengono anticipate dalla società finanziatrice insieme al compenso legale, e vengono recuperate solo sulla percentuale del risarcimento effettivamente ottenuto.

Ho diritto a un risarcimento? Come faccio a saperlo senza rischiare nulla? L'unico modo per saperlo con ragionevole certezza è far esaminare la documentazione clinica a chi ha competenza medico-legale specifica in responsabilità sanitaria. Ogni caso è diverso e va valutato nel merito.

 

Verifica il tuo caso, senza costi iniziali

Se sospetti di aver subito un errore medico, il primo passo non è deciderti a fare causa: è capire se ne hai i presupposti. Puoi farlo senza anticipare nulla.

Verifica il tuo caso compilando il TEST DI VALUTAZIONE, oppure scrivi direttamente su WhatsApp per una prima valutazione riservata della tua documentazione clinica.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e divulgativo e non costituiscono consulenza legale per il caso specifico. Ogni situazione va valutata individualmente sulla base della documentazione clinica disponibile.